13 agoPrivatizzazioni e tasse

Se viene detto: “dobbiamo privatizzare i servizi che lo Stato o le amministrazioni locali forniscono perché sono un costo”, quando questo avviene… perché le tasse per i cittadini, che in teoria servivano anche a pagare questi servizi pubblici, non diminuiscono?

Quello che avviene invece è:

  • meno servizi offerti a tutti i cittadini, anche a quelli con minori capacità di spesa o che abitano in zone non interessanti per i privati.
  • tassazione invariata o aumentata
  • flusso di cassa in diminuzione per le amministrazioni locali e centrali
  • dirottamento di ingenti risorse e proprietà, prima pubbliche, pubbliche verso aziende private, a volte anche estere
  • aumento dei costi dei servizi senza controlli

Serve altro?

05 lugTouch e tatto

Con gli schermi “touch” ormai presenti in telefoni, tablet e anche PC possiamo utilizzare un comodo sistema per interagire con i nostri “apparecchi”. Qualcuno si è chiesto però: “ma il senso del tatto, che fine ha fatto?”.
Con le tastiere fisiche i polpastrelli forniscono molte informazioni al cervello senza che sia necessario utilizzare anche gli occhi. Avete presente i piccoli rilievi che sono presenti sulle lettere F e J e sul numero 5 delle tastiere dei PC o dei telefoni? Oltre che aiutare le persone non vedenti, costituiscono un sistema semplice ed efficace per permettere l’utilizzo delle tastiere in maniera molto veloce ed efficace. Con gli schermi in vetro, ultra lisci, e le tastiere virtuali invece tutto questo non è possibile! Uno dei sensi più utili diventa totalmente inutile, la dattilografia, che secondo me andrebbe insegnata fin dalle scuole elementari, diventa inutilizzabile!

Inoltre, il multi-touch, soprattutto sugli schermi più grandi, comporta anche altri problemi. C’e’ sempre il rischio di toccare lo schermo con altre dita oltre agli indici o con il palmo delle mani e di attivare funzioni errate. Per questo è necessario stare costantemente attenti alla posizione delle mani… forzare i tendini per tenere le altre dita ben distanti dallo schermo e… non c’e’ un posto dove appoggiare i polsi!!! In ultimo, il feedback che viene restituito dai tasti delle tastiere non è assolutamente comparabile alle microvibrazioni del “feedback aptico”.

C’è qualche studio su larga scala che metta in evidenza queste mie impressioni? Sicuramente si è aperto un mercato di persone che “avevano paura” dei PC proprio a causa delle ingombranti tastiere ma…
quanto si perde in produttività?

29 febTasse e evasione fiscale

Non so che livello di evasione fiscale c’era nel 1974, anno dell’introduzione dell’IRPEF. Quello che è certo però è le aliquote, per i più ricchi sono andate mano mano calando… e in maniera sensibile!

Politici e tecnici, da 20 anni a questa parte, continuano a ripetere è che le tasse sono troppo alte, che c’è troppa evasione fiscale e che, se tutti pagassero le tasse, le aliquote si potrebbero abbassare.

Nel 1975, un operaio arrivava a pagare l’aliquota del 25% (con molti scaglioni intermedi più bassi), per i redditi sopra i 500 milioni di lire invece l’aliquota era del 72%! Poi mano mano le aliquote più basse si sono alzate, e quelle più alte abbassate!!!

Oggi, un operaio paga un aliquota che va dal 23 al 27%, mentre i redditi sopra i 75 mila euro l’aliquota è del 43%!

Facendo il confronto tra i redditi di un operaio e della ministro Severino, 1975 e 2011 emergono dati interessanti:

- 1975, in lire, l’operaio, non considerando eventuali detrazioni, pagava un’aliquota media del 18%, 1,3 milioni su 7,6 milioni, per un reddito di 13,5 miliardi di lire invece l’aliquota media sarebbe stata del 71%, 9,6 miliardi! (la nostra ministro Severino avrebbe dovuto pagare 2 milioni di euro di tasse in più se le aliquote IRPEF non fossero cambiate negli anni)

- 2011, in euro, l’operaio, non considerando eventuali detrazioni, paga il 24% in media, 6 mila su 24 mila. Per un reddimo di 7 milioni invece si paga un’aliquota media del 43%, 3 milioni su 7!

Tutti i dettagli nel file allegato. IRPEF 1975-2011

La domanda sorge spontanea… perchè ci siamo fatti fregare in questo modo?

18 genRequisiti per diventare “letterina”

E’ diventato uno dei tormentoni degli esponenti del centro-destra: “Berlusconi è una persona tanto ricca, ma è anche generosa. Aiuta sempre chi è in difficoltà”. A sentir loro infatti, tutte le ragazze che frequentano le sue abitazioni private hanno un sacco di problemi! Quella che ha problemi economici, quella che ha il figlio malato, quella orfana, quella scappata di casa, etc etc… e quest’uomo così generoso come cerca di aiutare queste povere disgraziate? Con una bustarella con qualche banconota da 500 euro! Invece di attivare ospedali, consultori, avvocati, psicologi, si risolve tutto con i soldi, ma non è un modo un po’ superficiale e sospetto? Conosco gente che per andare a seguire corsi di specializzazione lontano da casa la prima cosa che fa è cercarsi un lavoro… ma questo è il mondo reale!

03 nov5000 euro, escort italiane… fatevi pagare di più!

Il patrimonio del Presidende del Consiglio Silvio Berlusconi è stimato in circa 8 miliardi di euro (forbes.com). Le ragazze che raccontano di aver frequentato le sue ville e le sue “feste”, parlano di compensi di circa 5000 euro. Facendo un semplice calcolo, il rapporto tra il compenso e il patrimonio è 0,000000625. Ora, confrontiamo questo rapporto con il patrimonio di un ipotetico italiano che, proprietario di un’abitazione, un paio di auto e un terreno ereditato dai genitori, abbia un patrimonio di, per semplificare, 800.000 euro. Nelle mani di quest’uomo, 5.000 euro diventano 0,50 euro, 50 centesimi! Troverebbe qualche “signorina” disponibile per quella cifra? Per concludere il ragionamento, care escort italiane, nelle “mani” di un uomo che vale 8 miliardi di euro, voi valete  500.000 euro! (utilizzando come metro di paragone il valore di 50 euro per un uomo con un patrimonio di 800 mila euro). Che, secondo me, è la cifra plausibile che qualche uomo molto facoltoso offrisse in qualsiasi altro paese del mondo, per mettersi al riparo da scandali!

11 ottA me non sta bene per niente…

… che il Presidente del Consiglio, nelle sue oramai farneticazioni quotidiani utilizzi un linguaggio che tutti i dizionari definiscono “volgare”!. Non mi sta bene che mia figlia sia costretta a sentire “parolacce” mentre guarda insieme a me il telegiornale. Se ne sentono già tante in tv, ma sentirle pronunciare da rappresentanti dal popolo è davvero deprecabile. Sarebbe da chiedere formali scuse pubbliche!

12 setLe escort, la mafia e la libertà di stampa

Riporto due titoli di giornali che si riferiscono ad un’affermazione fatta da un noto leader politico, Umberto Bossi, della Lega: “BOSSI, LA MAFIA DIETRO IL CASO ESCORT?”e “Caso escort organizzato da mafia, è ritorsione”. In questi giorni si è parlato molto della libertà di stampa in Italia. Tutti contro tutti per affermare le proprie ragioni, spesso in difesa delle testate di famiglia o delle testate degli amici… ma secondo me, vedendo quei titoli che ho citato all’inizio, la libertà di stampa in Italia è bella che morta. Mi spiego meglio. Affermazioni come quelle, un giornalista libero, dovrebbe avere il diritto di non pubblicarle! Oppure, dovrebbe essere dato risalto, non a queste esternazioni, ma alla risposta alla domanda che, sempre un giornalista libero, avrebbe dovuto fare: “Senatore Bossi, non pensa che sia un modo di operare alquanto strano quello della mafia? A Falcone e Borsellino sono stati mandati chili e chili di tritolo per ritorsione, a Berlusconi, invece, chili e chili di bellezza femminile “da conquistare”… sempre per ritorsione?”. Questa dovrebbe essere la libertà di stampa, la possibilità di poter chiedere conto delle proprie affermazioni ai potenti di turno. Invece oramai, tv, radio e giornali, sono solo uno strumento per riportare affermazioni e contro-affermazioni, senza cercare di andare a scavare nella verità. Repubblica ha posto quelle famose 10 domande al Presidente del Consiglio Berlusconi… ne bastava una: “Se lei si dichiara cattolico, come giustifica questi suoi incontri e festini, non di fronte alla Chiesa, ma davanti a sua moglie?”

11 lugAiuti all’Africa? Ma come vi permettete!!!

Il risultato più sbandierato del G8 2009 è quello dei 20 miliardi di dollari di aiuti all’Africa. Proprio bravi! Elemosina di stato, mondiale, autorizzata! Tutti questi incontri, strette di mano, sorrisi… per un risultato così misero? All’Africa non servono aiuti, serve semplicemente che gli venga data la possibilità di competere ad armi pari con il resto del mondo. Una globalizzazione a senso unico non funziona. Le materie prime africane vengono depredate, i prodotti esportati gravati di dazi, i concorrenti (soprattutto agricoltori) europei e americani vengono sovvenzionati… a che servono questi pochi miliardi di aiuti? A niente, o forse… ad aumentare la corruzione in qualche governo. L’ad di ENI, società che gestisce grossi giacimenti in Africa, l’anno scorso, quando il petrolio viaggiava oltre i 100 dollari, dichiarò che il costo medio di un barile per ENI era di 55 dollari! Facendo un rapida sottrazione… la Nigeria, e i Nigeriani, regalavano 45 dollari ad ENI per ogni barile estratto! In Europa, se non ci fossero gli aiuti comunitari, non sarebbe più conveniente coltivare la terra. In Africa invece si ma… grazie a queste sovvenzioni, i prodotti europei costano come i prodotti importati, è concorrenza sleale! Facciamola questa globalizzazione, ma con regole uguali per tutti, dazi uguali per tutti, aiuti uguali per tutti. Poi, se proprio si vuole aiutare l’Africa con fondi internazionali… regaliamo le spese di trasporto dei prodotti africani in giro per il mondo!

21 giuVoglio le dimissioni del Ministro per le pari opportunità, del Sottosegretario con delega alla famiglia, del Ministro del Lavoro e del Ministro della gioventù

Voglio le dimissioni del Ministro per le pari opportunità Carfagna, del Sottosegretario con delega alla famiglia Giovanardi, del Ministro del Lavoro Sacconi e del Ministro della gioventù Meloni! A che servono tutti questi ministri se può bastare il solo Presidente del Consiglio? La nuova politica di aiuto alle famiglie in difficoltà è stata già messa in campo… 10 mila euro in una busta, consegnata direttamente da Silvio Berlusconi. In più… qualche gioello e un pasto caldo a base di pizzette e champagna! Ecco qual è la strategia del Governo per uscire dalla crisi. Invito tutte le ragazze madri (e perchè no, anche ragazzi padri), a presentarsi davanti Palazzo Grazioli, mettersi in fila e aspettare il proprio turno per ritirare il “sussidio”!. In un paese civile il Governo si impegnerebbe ad inventarsi un sistema per aiutare chi è in difficoltà… tagliando spese, razionalizzando enti e anche aumentando le tasse… e invece? La politia attuata è quella di fare “regalini” a signorine che vengono accompagnate da non si sa chi e che Silvio Berlusconi si ritrova a casa e di cui è… come dice il suo avvocato… è l’utilizzatore finale! Ministro Carfagna, Ministro Meloni… dove siete? Una dichiarazione pubblica è doverosa!

P.S. Il Ministro del Lavoro, Sacconi, qualche giorno fa (http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE55I0LL20090619), “…ha lanciato un appello oggi ai ragazzi italiani perché non rifiutino i “bad job”, i brutti lavori…”. Il lavoro di una ragazza di poco più di vent’anni… che frequenti, a pagamento, un uomo di oltre 70 anni, può essere considerato un “bad job”? Va portata come esempio?

13 giuGli aumenti di capitale…

In questi giorni siamo bombardati dalla pubblicità dell’aumento di capitale per Eni e Enel! Gli spot invitano a prestare soldi a 2 grandi aziende italiane, come se fosse la cosa più bella del mondo. Ma… perchè 2 aziende così forti dovrebbero aver bisogno di soldi? Il 10 ottobre 2008, addirittura, il nostro PresDelCons, Berlusconi, aveva invitato gli italiani ad investire nelle azioni di Eni e Enel. L’Enel, il 1° ottobre valeva 5,89 euro, oggi 3,69! Ma vediamo di capire dov’è la fregatura che la pubblicità non racconta. Tutto il sistema mediatico si impegna a mettere in luce i grandi successi di un’azienda: fatturato in crescita, utili in crescita e cercano di tenere nascosto un altro dato in crescita, il debito: Enel ha attualmente debiti pari al 259% della propria capitalizzazione. I piccoli azionisti vedono tutti questi “+” e investono. Tanti piccoli azionisti che comprano fanno crescere il prezzo e poi… boom, qualche grande azionista inizia a vendere le proprie azioni, incassando grossi guadagni e il prezzo e la capitalizzazione totale crolla. A questo punto, si ricorre all’aumento di capitale. Si chiedono soldi per far tornare la capitalizzazione a valori sostenibili. Ma chi ha i soldi per approfittarne? Un piccolo azionista che ha comprato a 100 e ora si ritrova a 50 oppure un grande azionista o uno speculatore che aveva a 30, vendendo a 100 ha guadagnato 70 e ora ha la possibilitè di rientrare a 50 per potersi preparare alla prossima bolla? Perchè l’ENI non fa vedere nella pubblicità, oltre che alle case dove porta la sua energia anche le case delle persone da cui questa energia parte? … cara politica… tutta… parlo anche a te! … Enel e ENI hanno tra gli azionisti il Ministero del Tesoro, e visto che lo Stato è il nostro, gradirei che cercasse di informarmi meglio!