18 MagUna mano davanti e una dietro

Il nuovo governo, come pomposamente annunciato, si appresta a varare il taglio dell’ICI. Il costo previsto è di quasi 2 miliardi di euro. Il ministro dell’Economia è andato a Bruxelles per dichiarare che le coperture ci sono e che verrà predisposto un rimborso per i comuni per evitare che la tassa non venga reintrodotta in altra forma. Sembrerebbe un mondo ideale. Invece… nessuno dei nostri telepolitici e telegiornalisti si è sforzato di fare un po’ di conti.  L’Eni, per esempio, ha dichirato un utile per il 2007 di quasi 10 miliardi di euro. Basta andare sul sito della Consob per verificare che il 20% delle azioni della compagnia sono del Ministero del Tesoro, cioè nostre. A quanto ammonta l’utile che ci spetta quindi? Esattamente 2 miliardi di euro! Cosa significa tutto questo? Che l’anno scorso gli italiani oltre a pagare tutte le accise sui carburanti, hanno pagato 166 euro (10 miliardi/60 milioni) a testa per generare l’utile che un’azienda a partecipazione statale ha dichiarato! (Per non parlare poi di tutte le altre aziende, ma che sono private, e quindi possono decidere in piena libertà le loro tariffe) Ora mi chiedo… ci sarà sicuramente un responsabile del Ministero del Tesoro nel consiglio di amministrazone dell’Eni. Non ho mai sentito dichiarazioni del tipo: “quest’anno invece di promettere lauti dividendi agli azionisti, proporremo una riduzione dei prezzi!”. Aumenta il prezzo del petrolio, perchè aumentano gli utili delle aziende petrolifere? Ripeto, nel libero mercato, le aziende private fano quello che vogliono, ma quelle a partecipazione statale… una mano agli italiani potrebbero darla! Così come stanno le cose, il taglio dell’ICI non è altro che il rimborso per quello che abbiamo pagato in più sulla benzina!

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