15 OttTitoli di stato, debito pubblico e povertà

Stavo ascoltando la radio e dei giornalisti parlavano di debito pubblico. Il debito pubblico è formato in buona parte da titoli di stato. Come recita il sito internet del ministero del tesoro: “Al 31 dicembre 2006 i titoli di Stato rappresentano circa l’80% del debito pubblico.” (http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/Ammontare-Titoli-di-Stato-e-Debito-Pubblico.doc_cvt.htm). Girando per il sito si scopre anche che il 59% del debito pubblico è composto da BTP, 778 miliardi di euro. Visto che il blog si occupa solo delle cose rilevanti, tralasciando gli “0,” farò le mie considerazioni solo su questo dato. Un’altra pagina del sito del MEF ci dice che il rendimento dei BTP nel 2006 è stato del 3,95%, meno il 12,5% di tasse. Ultimo dato che metto sul tavolo è il tasso di riferimento BCE, 4%. Facciamo due conti ora. Chi ha nelle mani dei BTP nel 2006 si è portato a casa 30,7 miliardi di euro pagando 3,8 miliardi di euro di tasse. Tutti quanti insieme abbiamo pagato circa 63 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico e tasse per un valore che si aggira tra il 40% e il 50% del reddito. Cosa vuole dire questo? Che gli strumenti e i meccanismi legatil al debito pubblico, secondo il mio modesto parere, sono un’incredibile macchina mangia soldi, che non fa altro che aumentare il divario tra chi ha più e chi ha meno. Chi non ha in mano questi strumenti finanziari non fa altro che pagare tasse per poter garantire un rendimento a chi ce l’ha.

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