19 DicSolidarietà e sovrastrutture

Una delle facoltà che ci differenzia dagli altri animali è la capacità di creare sovrastrutture. Spesso questa è una capacità mentale molto importante, la filosofia ne è un esempio. Altre volte, secondo il mio punto di vista, viene abusata e vengono costruite sovrastrutture sovrapposte le une sopra le altre.  Se, per esempio, penso a tutte le associazioni che si occupano di solidarietà, sia nazionale che internazionale, raccolte fondi, raccolta prodotti, mi chiedo quale sia la reale efficacia, in relazione ai costi che tutte queste strutture devono sostenere. Gli intenti sono nobilissimi, è indubbio, ma, troppi rivoli, troppo piccoli, non è detto che riescano a confluire in un grande fiume che porti ad un vero cambiamento. Portare aiuti ai paesi poveri del mondo, permette a questi di sopravvivere, ma non a vivere. Per far questo deve essere risolto il problema alla radice, la solidarietà come viene proposta oggi, rischia di essere più che altro una “macchina genera indotto”. Campagne pubblicitarie, volantini, bollettini postali, prodotti tipici, personale tecnico… sono tutti costi che non vanno a finire dove dovrebbero. In Italia abbiamo già un sistema molto ben organizzato per la raccolta di fondi che si chiama “Agenzia delle Entrate” e una serie di uffici che si occupano di distribuire i fondi che sia chiamano: Governo, Parlamento, Regioni, Province e Comuni.  I 30 milioni di euro raccolti da Telethon perchè non utilizzarli per una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare per riorganizzare la ricerca in Italia e aumentare i fondi destinati a questo importante settore? Una parte dei soldi che vengono raccolti dalle tante associazioni che si occupano di solidarietà in Africa perchè non vengono spesi per far sapere a tutti che il problema di fondo sono le tasse doganali che noi apponiamo ai prodotti che importiamo? E’ questo che affama i paesi poveri: non possono vendere, in un mondo “globalizzato”, i loro prodotti al prezzo di mercato.

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